martedì 20 gennaio 2009

Mai così in basso

Mai così in basso nei quattro anni di B. E' questa l'amara constatazione che domina su tutto al ritorno dalla infausta trasferta di Salerno. Una prestazione insufficiente nel suo complesso, priva di concretezza e mordente. E' vero, in alcuni momenti della partita il Mantova ha cercato di giocare, ha mostrato qualche trama. Ma dopo il clamoroso svarione di Handanovic era necessario un cambio di marcia. Altrimenti la rimonta non arriva, qualunque sia l'avversario che hai di fronte. Anche sul campo di quella che è sembrata essere la peggior formazione affrontata in questo girone d'andata. Ancora una volta, il Mantova ha mostrato limiti caratteriali. Subito lo 0-1 in quel modo ci voleva il fuoco sacro che scaturisce dalla voglia di raddrizzare una partita storta. Purtroppo della tensione, automatica in quelle situazioni, è emerso solo il lato negativo, quello dell'eccesso di nervosismo che ha portato all'ingiustificabile protesta di Locatelli e al doppio giallo a Caridi. C'era rigore netto, le immagini non lasciano dubbi, ma un calciatore dell'esperienza di Tomas non può lasciarsi andare a un simile scatto di nervi. Dalle conseguenze pesantissime, visto che oltre ad aver lasciato i compagni in inferiorità numerica all'Arechi, seguirà anche una robusta squalifica. Costacurta ha provato con tutte le alternative della panchina (anche se a un Corona così in gran spolvero non può esser preferito il Godeas abulico di questi tempi), ma adesso deve dare una sferzata all'ambiente, basta coi toni morbidi, serve cattiveria, serve un motivatore che sappia spronare gli uomini, prima dei calciatori, a tirar fuori l'orgoglio. Un primo passo lo sta facendo la società con il blocco degli stipendi e il ritiro anticipato, vedremo se servirà a qualcosa. Il caso Godeas è tuttora irrisolto, ancora non pervenuta la necessaria presa di posizione della società. Sul mercato di gennaio stiamo alla finestra, ma a parte il nuovo regista non sembrano esserci all'orizzonte movimenti di peso. Urge un cambio di mentalità, per fortuna qualche giocatore nelle dichiarazioni post-Salerno sembra averlo capito. La storia insegna che le squadre costruite per l'alta classifica, e che si ritrovano impantanate nella palude della zona retrocessione, fanno una fatica tremenda a calarsi nella parte di chi deve lottare col coltello fra i denti per giocarsi la sopravvivenza. E' un fatto prettamente psicologico, perchè tecnicamente i valori dei biancorossi sono superiori a tante formazioni della cadetteria. Ma è necessario un approccio mentale alle partite radicalmente diverso, e non sarà facile adottarlo se non ci si rende conto che gli obiettivi stagionali sono cambiati.
Nella foto (fonte www.gazzettadimantova.it) il gol di Di Napoli.

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