Anno nuovo, vita vecchia. La ripresa del campionato non ha portato la svolta tanto attesa, e il Mantova ha infilato il quarto pareggio consecutivo contro un coriaceo Piacenza. Non sono mancati l'impegno, nè la buona volontà e la voglia di vincere. Però sono riemersi limiti che ormai si possono definire strutturali un po' in tutti i reparti. In generale la maggiore (necessaria) copertura in difesa è sembrata penalizzare la fase offensiva, e si è sentita moltissimo la mancanza di un regista in grado di impostare l'azione (possibilmente con una certà rapidità). Nell'orizzonte biancorosso resta così la prospettiva di un campionato di tranquillo centro-classifica. Non da disprezzare in senso assoluto, ma ampiamente deludente tenendo conto delle grandi firme che affollano la rosa di Costacurta. Purtroppo nel calcio non sempre 1 più 1 fa 2, o per meglio dire non sempre un insieme di buoni giocatori risulta assortito in modo tale da formare una squadra vincente. L'obiettivo play-off, classifica alla mano, sarebbe ampiamente alla portata, ma in questo momento non si vede proprio come il Mantova possa innestare quella marcia in più necessaria per la rimonta. E non sembra nemmeno realistico ipotizzare di rimanere impelagati nella lotta per non retrocedere, tanto più che la situazione di alcune formazioni alle spalle è aggravata dai problemi finanziari a livello societario, con prospettive di indebolimento in sede di mercato. Già, il mercato di gennaio: molti invocano rinforzi, ma è difficile pensare che avverranno grossi movimenti. Tanto più che (a parere di chi scrive) le basi di una squadra vanno costruita in estate, a gennaio si può solo operare qualche rabbocco o correzione. Sensato sarebbe piuttosto cominciare a guardare in una prospettiva di medio periodo, scandagliando le serie minori, i settori giovanili, e (perchè no?) qualche campionato estero poco considerato, alla ricerca di elementi che possano andare a integrare l'ossatura della squadra del prossimo anno a costi contenuti. Le prospettive della serie B futura sono le stesse di quest'anno, ovvero di soldi continueranno a girarne pochi, per cui è necessario ingegnarsi e cercare percorsi diversi rispetto a quelli abituali. Ormai anche in buona parte della tifoseria (il caso Godeas va trattato come caso a parte) sta subentrando una certa rassegnazione, del resto, è ovvio che si vorrebbe vincere sempre, ma passata la sbornia delle prime due esaltanti stagioni di B non è uno scandalo accettare con tranquillità qualche annata confusi nell'anonimato del centro classifica.
mercoledì 14 gennaio 2009
Aurea mediocritas
Anno nuovo, vita vecchia. La ripresa del campionato non ha portato la svolta tanto attesa, e il Mantova ha infilato il quarto pareggio consecutivo contro un coriaceo Piacenza. Non sono mancati l'impegno, nè la buona volontà e la voglia di vincere. Però sono riemersi limiti che ormai si possono definire strutturali un po' in tutti i reparti. In generale la maggiore (necessaria) copertura in difesa è sembrata penalizzare la fase offensiva, e si è sentita moltissimo la mancanza di un regista in grado di impostare l'azione (possibilmente con una certà rapidità). Nell'orizzonte biancorosso resta così la prospettiva di un campionato di tranquillo centro-classifica. Non da disprezzare in senso assoluto, ma ampiamente deludente tenendo conto delle grandi firme che affollano la rosa di Costacurta. Purtroppo nel calcio non sempre 1 più 1 fa 2, o per meglio dire non sempre un insieme di buoni giocatori risulta assortito in modo tale da formare una squadra vincente. L'obiettivo play-off, classifica alla mano, sarebbe ampiamente alla portata, ma in questo momento non si vede proprio come il Mantova possa innestare quella marcia in più necessaria per la rimonta. E non sembra nemmeno realistico ipotizzare di rimanere impelagati nella lotta per non retrocedere, tanto più che la situazione di alcune formazioni alle spalle è aggravata dai problemi finanziari a livello societario, con prospettive di indebolimento in sede di mercato. Già, il mercato di gennaio: molti invocano rinforzi, ma è difficile pensare che avverranno grossi movimenti. Tanto più che (a parere di chi scrive) le basi di una squadra vanno costruita in estate, a gennaio si può solo operare qualche rabbocco o correzione. Sensato sarebbe piuttosto cominciare a guardare in una prospettiva di medio periodo, scandagliando le serie minori, i settori giovanili, e (perchè no?) qualche campionato estero poco considerato, alla ricerca di elementi che possano andare a integrare l'ossatura della squadra del prossimo anno a costi contenuti. Le prospettive della serie B futura sono le stesse di quest'anno, ovvero di soldi continueranno a girarne pochi, per cui è necessario ingegnarsi e cercare percorsi diversi rispetto a quelli abituali. Ormai anche in buona parte della tifoseria (il caso Godeas va trattato come caso a parte) sta subentrando una certa rassegnazione, del resto, è ovvio che si vorrebbe vincere sempre, ma passata la sbornia delle prime due esaltanti stagioni di B non è uno scandalo accettare con tranquillità qualche annata confusi nell'anonimato del centro classifica.
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