mercoledì 14 gennaio 2009

Aurea mediocritas

Anno nuovo, vita vecchia. La ripresa del campionato non ha portato la svolta tanto attesa, e il Mantova ha infilato il quarto pareggio consecutivo contro un coriaceo Piacenza. Non sono mancati l'impegno, nè la buona volontà e la voglia di vincere. Però sono riemersi limiti che ormai si possono definire strutturali un po' in tutti i reparti. In generale la maggiore (necessaria) copertura in difesa è sembrata penalizzare la fase offensiva, e si è sentita moltissimo la mancanza di un regista in grado di impostare l'azione (possibilmente con una certà rapidità). Nell'orizzonte biancorosso resta così la prospettiva di un campionato di tranquillo centro-classifica. Non da disprezzare in senso assoluto, ma ampiamente deludente tenendo conto delle grandi firme che affollano la rosa di Costacurta. Purtroppo nel calcio non sempre 1 più 1 fa 2, o per meglio dire non sempre un insieme di buoni giocatori risulta assortito in modo tale da formare una squadra vincente. L'obiettivo play-off, classifica alla mano, sarebbe ampiamente alla portata, ma in questo momento non si vede proprio come il Mantova possa innestare quella marcia in più necessaria per la rimonta. E non sembra nemmeno realistico ipotizzare di rimanere impelagati nella lotta per non retrocedere, tanto più che la situazione di alcune formazioni alle spalle è aggravata dai problemi finanziari a livello societario, con prospettive di indebolimento in sede di mercato. Già, il mercato di gennaio: molti invocano rinforzi, ma è difficile pensare che avverranno grossi movimenti. Tanto più che (a parere di chi scrive) le basi di una squadra vanno costruita in estate, a gennaio si può solo operare qualche rabbocco o correzione. Sensato sarebbe piuttosto cominciare a guardare in una prospettiva di medio periodo, scandagliando le serie minori, i settori giovanili, e (perchè no?) qualche campionato estero poco considerato, alla ricerca di elementi che possano andare a integrare l'ossatura della squadra del prossimo anno a costi contenuti. Le prospettive della serie B futura sono le stesse di quest'anno, ovvero di soldi continueranno a girarne pochi, per cui è necessario ingegnarsi e cercare percorsi diversi rispetto a quelli abituali. Ormai anche in buona parte della tifoseria (il caso Godeas va trattato come caso a parte) sta subentrando una certa rassegnazione, del resto, è ovvio che si vorrebbe vincere sempre, ma passata la sbornia delle prime due esaltanti stagioni di B non è uno scandalo accettare con tranquillità qualche annata confusi nell'anonimato del centro classifica.

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