Nel pantano di Frosinone il Mantova, dopo 7 lunghissime partite, è tornato a fare bottino pieno. Facendo tirare un sospiro di sollievo al presidente Lori e a tutti i tifosi, che faticavano a entrare nell'ordine di idee di ritrovarsi invischiati nella lotta per la salvezza. Ma da qui a parlare di resurrezione la strada è lunghissima. Al Matusa si è visto senz'altro un buon Mantova ma va ricordato che la vittoria è stata anche agevolata da un pizzico di fortuna, quella magari mancata in altre occasioni. Dal rigore abbastanza generoso concesso dall'arbitro, al prodigioso salvataggio di Balestri sulla linea. Il primo banco di prova arriverà già lunedì contro il lanciato Livorno, che alla distanza si sta rivelando forse la formazione più solida e affidabile del lotto. Per adesso è doveroso fare i complimenti a bomber Corona, che coi suoi splendidi gol quest'anno ha tolto tante volte le castagne dal fuoco alla truppa biancorossa. Finalmente possiamo dire di aver visto il vero "Re Giorgio". L'attaccante capace di fare reparto da solo. Di tenere in apprensione le difese avversarie. Di eccellere nel dribbling e di segnare gol pesanti. Quello di Catanzaro, insomma, dove era vero e proprio uomo-squadra. Quello di Catania, capace di segnare 7 reti in serie A partendo quasi mai titolare. In breve, il giocatore tanto invocato nella scorsa stagione, ma quasi mai visto, salvo qualche rarissimo lampo (come il gol al Chievo al Bentegodi) e nulla più. Visto il rendimento finora insoddisfacente di Godeas (a proposito, notati timidi segnali di ripresa in Ciociaria, speriamo abbiano un seguito), questo Corona serve al Mantova come l'ossigeno per respirare: c'è solo da augurarsi che continui così.(nella foto: Corona in azione a Frosinone. Fonte: www.gazzettadimantova.it)







