martedì 27 gennaio 2009

I gioielli di Corona

Nel pantano di Frosinone il Mantova, dopo 7 lunghissime partite, è tornato a fare bottino pieno. Facendo tirare un sospiro di sollievo al presidente Lori e a tutti i tifosi, che faticavano a entrare nell'ordine di idee di ritrovarsi invischiati nella lotta per la salvezza. Ma da qui a parlare di resurrezione la strada è lunghissima. Al Matusa si è visto senz'altro un buon Mantova ma va ricordato che la vittoria è stata anche agevolata da un pizzico di fortuna, quella magari mancata in altre occasioni. Dal rigore abbastanza generoso concesso dall'arbitro, al prodigioso salvataggio di Balestri sulla linea. Il primo banco di prova arriverà già lunedì contro il lanciato Livorno, che alla distanza si sta rivelando forse la formazione più solida e affidabile del lotto. Per adesso è doveroso fare i complimenti a bomber Corona, che coi suoi splendidi gol quest'anno ha tolto tante volte le castagne dal fuoco alla truppa biancorossa. Finalmente possiamo dire di aver visto il vero "Re Giorgio". L'attaccante capace di fare reparto da solo. Di tenere in apprensione le difese avversarie. Di eccellere nel dribbling e di segnare gol pesanti. Quello di Catanzaro, insomma, dove era vero e proprio uomo-squadra. Quello di Catania, capace di segnare 7 reti in serie A partendo quasi mai titolare. In breve, il giocatore tanto invocato nella scorsa stagione, ma quasi mai visto, salvo qualche rarissimo lampo (come il gol al Chievo al Bentegodi) e nulla più. Visto il rendimento finora insoddisfacente di Godeas (a proposito, notati timidi segnali di ripresa in Ciociaria, speriamo abbiano un seguito), questo Corona serve al Mantova come l'ossigeno per respirare: c'è solo da augurarsi che continui così.
(nella foto: Corona in azione a Frosinone. Fonte: www.gazzettadimantova.it)

martedì 20 gennaio 2009

Mai così in basso

Mai così in basso nei quattro anni di B. E' questa l'amara constatazione che domina su tutto al ritorno dalla infausta trasferta di Salerno. Una prestazione insufficiente nel suo complesso, priva di concretezza e mordente. E' vero, in alcuni momenti della partita il Mantova ha cercato di giocare, ha mostrato qualche trama. Ma dopo il clamoroso svarione di Handanovic era necessario un cambio di marcia. Altrimenti la rimonta non arriva, qualunque sia l'avversario che hai di fronte. Anche sul campo di quella che è sembrata essere la peggior formazione affrontata in questo girone d'andata. Ancora una volta, il Mantova ha mostrato limiti caratteriali. Subito lo 0-1 in quel modo ci voleva il fuoco sacro che scaturisce dalla voglia di raddrizzare una partita storta. Purtroppo della tensione, automatica in quelle situazioni, è emerso solo il lato negativo, quello dell'eccesso di nervosismo che ha portato all'ingiustificabile protesta di Locatelli e al doppio giallo a Caridi. C'era rigore netto, le immagini non lasciano dubbi, ma un calciatore dell'esperienza di Tomas non può lasciarsi andare a un simile scatto di nervi. Dalle conseguenze pesantissime, visto che oltre ad aver lasciato i compagni in inferiorità numerica all'Arechi, seguirà anche una robusta squalifica. Costacurta ha provato con tutte le alternative della panchina (anche se a un Corona così in gran spolvero non può esser preferito il Godeas abulico di questi tempi), ma adesso deve dare una sferzata all'ambiente, basta coi toni morbidi, serve cattiveria, serve un motivatore che sappia spronare gli uomini, prima dei calciatori, a tirar fuori l'orgoglio. Un primo passo lo sta facendo la società con il blocco degli stipendi e il ritiro anticipato, vedremo se servirà a qualcosa. Il caso Godeas è tuttora irrisolto, ancora non pervenuta la necessaria presa di posizione della società. Sul mercato di gennaio stiamo alla finestra, ma a parte il nuovo regista non sembrano esserci all'orizzonte movimenti di peso. Urge un cambio di mentalità, per fortuna qualche giocatore nelle dichiarazioni post-Salerno sembra averlo capito. La storia insegna che le squadre costruite per l'alta classifica, e che si ritrovano impantanate nella palude della zona retrocessione, fanno una fatica tremenda a calarsi nella parte di chi deve lottare col coltello fra i denti per giocarsi la sopravvivenza. E' un fatto prettamente psicologico, perchè tecnicamente i valori dei biancorossi sono superiori a tante formazioni della cadetteria. Ma è necessario un approccio mentale alle partite radicalmente diverso, e non sarà facile adottarlo se non ci si rende conto che gli obiettivi stagionali sono cambiati.
Nella foto (fonte www.gazzettadimantova.it) il gol di Di Napoli.

mercoledì 14 gennaio 2009

Aurea mediocritas

Anno nuovo, vita vecchia. La ripresa del campionato non ha portato la svolta tanto attesa, e il Mantova ha infilato il quarto pareggio consecutivo contro un coriaceo Piacenza. Non sono mancati l'impegno, nè la buona volontà e la voglia di vincere. Però sono riemersi limiti che ormai si possono definire strutturali un po' in tutti i reparti. In generale la maggiore (necessaria) copertura in difesa è sembrata penalizzare la fase offensiva, e si è sentita moltissimo la mancanza di un regista in grado di impostare l'azione (possibilmente con una certà rapidità). Nell'orizzonte biancorosso resta così la prospettiva di un campionato di tranquillo centro-classifica. Non da disprezzare in senso assoluto, ma ampiamente deludente tenendo conto delle grandi firme che affollano la rosa di Costacurta. Purtroppo nel calcio non sempre 1 più 1 fa 2, o per meglio dire non sempre un insieme di buoni giocatori risulta assortito in modo tale da formare una squadra vincente. L'obiettivo play-off, classifica alla mano, sarebbe ampiamente alla portata, ma in questo momento non si vede proprio come il Mantova possa innestare quella marcia in più necessaria per la rimonta. E non sembra nemmeno realistico ipotizzare di rimanere impelagati nella lotta per non retrocedere, tanto più che la situazione di alcune formazioni alle spalle è aggravata dai problemi finanziari a livello societario, con prospettive di indebolimento in sede di mercato. Già, il mercato di gennaio: molti invocano rinforzi, ma è difficile pensare che avverranno grossi movimenti. Tanto più che (a parere di chi scrive) le basi di una squadra vanno costruita in estate, a gennaio si può solo operare qualche rabbocco o correzione. Sensato sarebbe piuttosto cominciare a guardare in una prospettiva di medio periodo, scandagliando le serie minori, i settori giovanili, e (perchè no?) qualche campionato estero poco considerato, alla ricerca di elementi che possano andare a integrare l'ossatura della squadra del prossimo anno a costi contenuti. Le prospettive della serie B futura sono le stesse di quest'anno, ovvero di soldi continueranno a girarne pochi, per cui è necessario ingegnarsi e cercare percorsi diversi rispetto a quelli abituali. Ormai anche in buona parte della tifoseria (il caso Godeas va trattato come caso a parte) sta subentrando una certa rassegnazione, del resto, è ovvio che si vorrebbe vincere sempre, ma passata la sbornia delle prime due esaltanti stagioni di B non è uno scandalo accettare con tranquillità qualche annata confusi nell'anonimato del centro classifica.